Di Craig Mod mi ricordo la recensione della GF1 (trekking in himalaya, fotografie molto belle scattate con quella che all’epoca era un piccolo gioiello che poi mi convinse ad andare mirrorless e abbandonare — anche se solo temporaneamente — le reflex).

Adesso è diventato un’opinionista, scrive e pontifica (addirittura sul New Yorker!) e francamente mi sta iniziando a stare un po’ sulle palle. Avete letto questo ultimo suo pezzo che è stato ovviamente ripreso da tutti i tecnofili boriosi e hipster come John Gruber etc:

http://www.newyorker.com/online/blogs/elements/2013/12/goodbye-cameras.html

Ditemi voi se davvero il potere della fotografia, le sensazioni ed emozioni che ci dà la creazione di immagini, può essere ridotto e castrato in qualche modo dalla mancata diffusione e commenti e pubblicazione sui social network.

Cioè mi sembra questo il suo punto:

In the same way that the transition from film to digital is now taken for granted, the shift from cameras to networked devices with lenses should be obvious. While we’ve long obsessed over the size of the film and image sensors, today we mainly view photos on networked screens—often tiny ones, regardless of how the image was captured—and networked photography provides access to forms of data that go beyond pixels. This information, like location, weather, or even radiation levels, can transform an otherwise innocuous photo of an empty field near Fukushima into an entirely different object. If you begin considering emerging self-metrics that measure, for example, your routes through cities, fitness level, social status, and state of mind (think Foursquare, Nike+, Facebook, and Twitter), you realize that there is a compelling universe of information waiting to be pinned to the back of each image. Once you start thinking of a photograph in those holistic terms, the data quality of stand-alone cameras, no matter how vast their bounty of pixels, seems strangely impoverished. They no longer capture the whole picture. […] Today, it turns out, it’s whatever can’t be networked that becomes less important.

A parte che uno che non vede la differenza tra le foto scattate con un iphone e quelle fatte con una macchina seria, mi fa dubitare sulle sue capacità di giudizio; cioè chiaro che se te le guardi su un telefonino lo so benissimo che è difficile apprezzare le qualità di una foto scattate con una D800, ma è lo schermo del telefonino il mezzo principale per gustarsi certe cose? Non credo che un regista tipo Scorsese o Coppola facciano i loro film con l’idea che poi questi film vengano visti sugli schermini da 5”.

   

NOTA: la versione inglese è più lunga e articolata di questa in italiano. Non ho (ancora) trovato il tempo di sincronizzare le due.